la Trappista Westvleteren 12, Best top beer 2012

Westvleteren 12
La storia della sapienza monastica nel produrre birra condensata in una sola bottiglia

Non sarà la Bibbia autorizzata della birra, ma indubbiamente il sito Ratebeer è comunque un punto di riferimento importante se non altro a livello statistico, e le classifiche annuali debbano essere prese comunque in considerazione.
Quest’anno nella Best top 50 beers 2012 il palleggio Westvleteren – Närke (birrificio svedese), ormai tradizionale, quest’anno si è risolto ancora una volta a favore del birrificio trappista belga con la sua 12.

Il Birrificio Westvleteren, all’interno dell’Abbazia de Notre Dame de St. Sixtus si trova nelle Fiandre Occidentali, a circa 4 km dal villaggio di Westvleteren, è il più piccolo fra i 5 monasteri belgi che producono birre trappiste; qui, in questo antico birrificio trappista, interamente immerso nella natura, dalle sapienti mani dei monaci prende vita la n° 1 al mondo tra le birre: la Westvleteren 12

Questo birrificio è probabilmente l’unico rimasto che rispetta letteralmente le regole della “stretta osservanza”, produce piccoli quantitativi impegnando la comunità solo 75 giorni l’anno perchè come dicono i frati: “facciamo birra per vivere, non viviamo per fare birra”.

Vengono prodotte 3 tipi di birra la Blonde, la 8 e la 12, famose anche per essere tra le più rare e ricercate birre trappiste.

Westvleteren 12 è meritatamente considerato il top della birra, ha un bel colore mogano, scuro una spuma ricca e cremosa, dal colore leggermente caramellato. 

Al naso c’è tutto, la frutta matura, il malto leggermente tostato, l’alcool, presente ma non invadente, e un finale di cacao e liquirizia.

Ha corpo sorprendentemente morbido e snello, nonostante la forte gradazione.

Anche qui la miscela di sapori è al top: il lievito, l’amarognolo di un luppolo tenue, la frutta rossa leggermente astringente, e un finale caldo di malto, toffee e cioccolato. Sorprendente.
Il finale scorre sul velluto, un tappeto di morbidezza e delicatezza, con una sensazione finale di calore e leggera dolcezza.
La storia della sapienza monastica nel produrre birra condensata in una sola bottiglia.

L’odissea per acquistarle
Detto tutto questo, verrebbe voglia di acquistarne qualche bottiglia su Internet o in un prossimo viaggio nella terra delle birre … qualcosa che sembrerebbe semplice sia in realtà molto complicato.

La produzione dell’abbazia di Saint Sixtus è molto limitata (si parla di meno di 5000 hl l’anno), allo stesso tempo, la richiesta è altissima. Fino a pochi anni fa, la vendita era aperta soltanto alcuni giorni al mese, decisi dall’insindacabile giudizio dei frati e che non venivano rivelati in anticipo per nessuna ragione al mondo. Anche tipo e quantità di birra acquistabili venivano anch’essi decisi dai frati.

Per permettere a più persone di acquistare un po’ di bottiglie, questo sistema è stato cambiato: adesso è necessario prenotare telefonicamente le tanto agognate casse di birra (massimo due a testa).

Per vedere in quali giorni e quale tipo di birra è possibile prenotare c’è il sito ufficiale (www.sintsixtus.be) : sono i frati che decidono cosa potrete acquistare in un dato giorno. Il vero problema è che prendere la linea da fuori Belgio è spesso impossibile, o tipicamente non risponde nessuno.

In caso riusciste a prenotare delle bottiglie viene registrato il vostro numero di telefono e dovete dichiarare il numero di targa della macchina che passerà a ritirare le birre, e non potrete prenotare altre birre per 60 giorni. Ovviamente, il punto di ritiro è aperto solo certi giorni.

I frati hanno chiesto e ottenuto di rimuovere la birra dal listino di numerosi negozi, ma qualcosa è possibile trovare.

Occhio al prezzo: una bottiglia di Westvleteren 12 può essere venduta a prezzi molto alti, nei Beershop di Bruxelles si arriva anche a 16/18€, su ebay o altri beershop online si arriva anche a cifre dai 20 ai 40€ a bottiglia.

Sul posto
Potete assaggiare comunque le birre in molti bar della zona a prezzi accessibili. Difficile però convincere il barista a vendervene qualcuna da portare via. Infine, al pub ufficiale davanti all’abbazia (“In de Vrede”), oltre a poterne gustare in quantità illimitate, in alcuni giorni è possibile acquistare piccole confezioni regalo con 4 o 6 bottiglie. Anche in questo caso il tipo delle bottiglie è deciso insindacabilmente, e non tutti i giorni le confezioni sono in vendita. Il limite è di una confezione a testa.

In questo periodo il Bad Elf pub dispone di un piccolo quantitativo di questa birra.

I birrifici Trappisti

Si definisce birra trappista una birra fabbricata da monaci trappisti e sotto il loro diretto controllo.
Dei circa 170 monasteri trappisti nel mondo, solo sette producono birra. Solo queste sette birrerie sono autorizzate a etichettare le loro birre con il logo Authentic trappist product che indica l’osservanza di una serie di regole stabilite dall’Associazione Internazionale dei Trappisti.

I criteri principali sono i seguenti:
– La birra deve essere prodotta all’interno delle mura di un’abbazia trappista, da parte di monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo.
-Lo scopo economico della produzione di birra deve essere diretto al sostentamento dei monaci e alla beneficenza e non al profitto finanziario.

 – L’associazione ha valore legale e il logo serve a dare precise garanzie al consumatore sul prodotto offerto e sulla sua fabbricazione.

I sette birrifici trappisti sono Chimay, Orval, Rochefort, Westmalle, Westvleteren, Achel in Belgio e La Trappe in Olanda.