Black Isle Brewery … Scotland

A luglio durante una visita in Scozia abbiamo avuto la possibilità di visitare il birrificio Black Isle. Iniziamo con il presentare il birrificio: lo scozzese Black Isle, si distingue per produrre esclusivamente prodotti che utilizzano materie prime provenienti da agricoltura biologica e che in parte sono ottenute nei limitrofi campi dell’azienda di proprietà del birrificio.
Nato nel 1998 nelle vicinanza della piccola città di Munlochy, nord della Scozia a pochi chilometri da Inverness, come attività collaterale a quella dell’azienda agricola, per 11 anni, Black Isle Brewery, ha prodotto le proprie birre in un piccolo impianto da 5 barrel (586 litri) che non gli ha comunque impedito di crescere ogni anno del 50% rendendo necessaria la costruzione di un nuovo impianto produttivo. Così, nel 2008, è iniziata la costruzione della nuova struttura, che si è conclusa a metà del 2009 e ha portato Black Isle ad avere una nuova sala cottura da 30 barrel (3520 litri) e una sala fermentazione da 210 barrel (24643 litri).
Come detto, oltre al nuovo impianto Black Isle Brewery dispone di 120 acri coltivati a orzo in agricoltura biologica e totalmente destinato a diventare malto.
Il nostro giro della Scozia era previsto per luglio, così decido di scrivere una mail dove chiedo che ci avrebbe fatto molto piacere visitare il birrificio perchè apprezzavamo molto le loro birre, che tra l’altro avevamo nel nostro pub sia alla spina che in bottiglia.
E’ stato un piacere ricevere risposte direttamente da David, ideatore di tutto il progetto Black Isle, che con la cordialità e disponibilità tipica scozzese, ci da la loro disponibilità. Ci troviamo dunque a Inverness a metà luglio, ci muoviamo verso Munlochy che raggiungiamo in pochi minuti. Zona bellissima (come tutte le Highlands), veniamo accolti da due persone, prima da una signora che dopo aver “tentato” dei saluti in italiano, ci mostra l’interno della prima sala di accoglienza dove ci raggiunge un ragazzo (purtroppo non ricordo più il nome), uno degli addetti alla produzione, al quale David ha dato l’incarico di mostrarci il birrificio. La visita risulta molto interessante, ci vengono mostrate tutte le fasi della lavorazione, alcuni luppoli e “assaggiamo” i cereali utilizzati nelle differenti birre. Infine ci mostra con orgoglio il primo bancale che sta per partire con birre destinate al mercato giapponese. Alla base del loro progetto c’è il fatto di produrre totalmente prodotti organici (biologici), ci spega quanto è costata in termini di tempi e procedure per ottenere tutte le certificazioni di coltivazione e produzione di prodotti biologici; dopo questo hanno scelto, con grosso sforzo economico, di acquistare anche etichettatrice e tappatrice per mantenere, trattandosi di birre biologiche, tutte le fasi della lavorazione all’interno del birrificio ed avere il totale controllo del prodotto finale: questo non accade in molti birrifici artigianali che si appoggiano ad aziende esterne per l’imbottigliamento. Torniamo nella stanza di accoglienza che è anche un piccolo beershop per un assaggio di alcune birre: proviamo ovviamente quelle che non conosciamo come una aromatizzata al miele di erica, che non ci ha convinto, la Porter … ottima, grande equilibrio, che è la caratteristica del birrificio, i classici aromi della tipologia ma molto morbida che la rende piacevolmente bevibile. Infine ci fa assaggiare una Scotch ale invecchiata in botti di whisky single malt prodotta in 2 tipi in numero limitato, scura, corposa, quasi da meditazione. E’ l’ora dei saluti, è stata una visita molto piacevole ed interessante che ci ha fatto conoscere da molto più vicino un birrificio che già prima apprezzavamo molto.
Oltre ad alcune stagionali o in numero limitato le birre base sono:
Yellowhammer: una birra dorata, fresca e leggera, di facile bevibilità e con belle note fruttate e floreali che la rendono estremamente piacevole;
Blonde: birra bionda dal basso tenore alcolico (4,5 %) che unisce alla piacevole dolcezza un finale secco e leggermente amaro;
Red Kite Ale: esemplare modello di birra scozzese grazie ai toni ambrati e caramellati, al corpo e alla gasatura molto bassi e a un finale asciutto. A tutto ciò si unisce il basso tenore alcolico;
Scotch Export Ale: una delle ale più alcoliche (6,2 %) del birrificio. Calda e dolce già al naso è completata in bocca da intense note tostate;
Porter: una versione morbida di uno degli stili anglosassoni per eccellenza. Scura, quasi impenetrabile con belle note di cioccolato fondente e caffé. Una leggera acidità le dona freschezza;
Hibernation Oatmeal Stout: una stout decisamente alcolica per gli standard britannici con fiocchi d’avena. Morbida e sottile, molto elegante nei profumi e bilanciata tra le note tostate e balsamiche.

Per saperne di più o visitare il birrificio …

Black Isle Brewery Co., Old Allangrange, Munlochy, Ross-shire, Scotland
Http://www.backislebewery.com